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La Pannicolopatia edemato-fibrosclerotica - PEFS

Grazie agli studi di due eminenti ricercatori, S.B.Curri e J.F. Merlen (1985), sappiamo trattarsi di una istangiopatia da danno microvascoloconnettivale e da stasi capillarovenulare che, nella sua denominazione riassume le sue caratteristiche evolutive istopatologiche. Nella patogenesi della PEFS, si riconosce un fattore predisponente rappresentato dal rallentamento del flusso ematico a livello del microcircolo degli arti inferiori, che determina stasi ed ipertensione nei microvasi, aumento della permeabilità capillaro-venulare e inevitabile formazione di edema interstiziale.

Viene di conseguenza alterata la funzione della matrice o sostanza fondamentale, definita come unità microvascolo-connettivale, che ha l’importante funzione di permettere interazioni e scambi tra interstizio, microcircolo e sistema linfatico per mantenere l’omeostasi vascolare e tessutale.

L’edema interstiziale ricorrente è responsabile della alterazione distrofica degli adipociti, ipertrofia e iperplasia del sistema reticolare, formazione di micro e macronoduli sclerotici a carico del connettivo lasso.

Quindi il rallentamento del flusso microcircolatorio costituisce il fattore predisponente della PEFS mentre l’edema ricorrente ne rappresenta il fattore scatenante.

È stata dimostrata una correlazione lineare tra i parametri sintomatologici della stasi venosa della PEFS e quelli della IVLC (Curri e coll. 1990).


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