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Messaggio del Past President Sergio Maggiori

La SIM e la divulgazione della mesoterapia

Dal 1975 la Società Italiana di Mesoterapia (SIM) ha promosso la ricerca clinica e divulgato la tecnica mesoterapica attraverso Congressi Nazionali e Corsi di formazionebasati sulla deontologia medica e l'etica professionale.

Questa tecnica meglio definita come Intradermoterapia Distrettuale (ITD) è stata diffusa attraverso comunicazioni scientifiche in molti Congressi della Società Italiana di flebolinfologia, in Convegni SINFER e di Medicina Fisica e Riabilitazione e nei convegni organizzati dalla SIM stessa.

Essa è stata proposta con successo presso Centri Ospedalieri e Universitari, in particolare in reparti di Medicina fisica e Riabilitazione, di Angiologia e di Dermatologia e terapia del dolore. Auspico che tale tecnica un giorno possa essere applicata anche dai medici di medicina generale, poiché la ITD rappresenta un’arma utile in molte condizioni cliniche. 

L’ITD è stata notevolmente apprezzata in Istituti Universitari di Medicina Veterinaria e presso il Comando del Corpo Veterinario dell’Esercito.

artropatite mani

La divulgazione della Intradermoterapia è stata affidata anche ad organi di stampa scientifica, dapprima al Giornale di Mesoterapia poi con al Bollettino SIM. Auspico che in un futuro la ITD possa beneficiare della più rapida e conveniente diffusione attraverso una rivista scientifica su internet. In questo modo tutti potranno facilmente pubblicare le proprie esperienze acquisite nella pratica clinica.

La Società Italiana di Mesoterapia, nell’intento di adeguare sempre di più la metodica alle norme della buona pratica clinica, ha voluto affidare la comunicazione scientifica e laica ad un sito internet, non solo per essere vicini al paziente e soddisfare le sue richieste ma anche per mantenere e avviare contatti con il mondo medico, per scambiare opinioni con colleghi interessati al metodo, per proporre a organizzazioni Ospedaliere o Universitarie ipotesi di lavori di ricerca, al fine di realizzare seri studi sulla metodica. 

Auspico che nel variegato mondo di internet la Società Italiana curi con attenzione i contenuti scientifici per diffondere il corretto principio su cui si basa la IDT.

La Società Italiana di Mesoterapia propone protocolli e linee comportamentali basati su severi criteri scientifici circa indicazioni, tecnica di esecuzione e utilizzo di farmaci o presidi iniettabili per via intradermica per evitare che, nella pratica, si possa incorrere in eventi avversi già conosciuti, perciò evitabili. Non ultimo, ridurre i casi di mal practice anche in questo settore della terapia.

La SIM sensibile a certi problemi, ha istituito una sezione di farmacovigilanza che prende in esame i dati riportati dalla letteratura internazionale sulle reazioni avverse a seguito di IDT con utilizzo non solo di farmaci ma anche di presidi, quali i filler riassorbibili (dati pubblicati su riviste scientifiche o riportati dalle Aziende produttrici).

La Farmacovigilanza è una branca della Medicina che valuta la sicurezza di impiego dei farmaci nella pratica clinica. La continua evoluzione della ricerca scientifica richiede una maggiore cautela e attenzione sui principi attivi che vengono utilizzati nella pratica medica e, poiché l’intradermoterapia rappresenta una diversa via di somministrazione di un farmaco, chiaramente, la farmacovigilanza si occupa anche di questa metodica.

La ITD infatti utilizza farmaci della F.U. nella cui scheda tecnica, tranne pochissime eccezioni, non è indicato l’impiego intradermico: è lecito tale impiego? La SIM si è da sempre impegnata nella ricerca, cioè analizzando i risultati ottenuti con l’intradermoterapia su popolazioni afferite a centri pubblici, ospedalieri o universitari.

Scopo primario:

  • migliorare la qualità della vita gestendo il dolore del paziente senza dimenticare l'uomo malato nella sua interezza. Ogni medico dovrebbe tenere conto della persona e non solo del sintomo e della malattia.

Scopi secondari:

  • dimostrare l’efficacia della somministrazione intradermica rispetto a quella sistemica degli stessi farmaci, tenendo presente che lo schema terapeutico prevede, per ogni seduta, l’impiego della dose giornaliera o frazione di essa, del farmaco che si impiegherebbe per via sistemica e che tali sedute sono, mediamente, settimanali;
  • registrazione ed elaborazione di tutti i segni e sintomi riferiti dai pazienti relativamente ad eventi avversi (tipo e durata) ed effetti collaterali (tipo e durata);
  • registrazione di casi di sospensione del trattamento (numero e motivo);
  • valutazione dei costi relativi al consumo di risorse con il trattamento intradermico;
  • valutazione statistica finale.

Un protocollo di questo tipo dovrebbe essere redatto presso le strutture accennate in cui si utilizza la ITD secondo le norme dettate dalla SIM e quindi presentato al Comitato Etico al fine di ottenere l’autorizzazione all’impiego del metodo.

intradermoterapiaL’ITD, concludendo, impiega dosi farmacologiche notevolmente inferiori a quelle che si utilizzano per via sistemica con risultati terapeutici più rapidi, più efficaci e duraturi. È facile dedurre quindi, che la migliore risposta terapeutica è ottenuta con notevole risparmio per il sistema sanitario e soprattutto per il paziente al quale è risparmiato il rischio di effetti lesivi o tossici specialmente quando la sua età, condizioni generali, patologie d’organo o d’apparato, politerapia controindicano l’uso di farmaci per via sistemica.

L’intradermoterapia distrettuale, correttamente applicata, rappresenta un utile strumento terapeutico anche nelle mani del Medico di Medicina generale che può intervenire e risolvere con rapidità casi come le artropatie, per esempio, per le quali la terapia richiede tempi lunghi, anche di assenza dal lavoro, impiego di farmaci non sempre ben tollerati, talvolta non utilizzabili perché controindicati, notevole spesa da parte del sistema sanitario e quindi della comunità.

In ambito specialistico - fisiatria, ortopedia, medicina dello sport, angiologia, infettivologia, dermatologia, medicina estetica - può rappresentare un raffinato metodo di terapia mirata e, talvolta, anche un mezzo ex adiuvantibus.

In definitiva, l’intradermoterapia distrettuale consente una notevole riduzione dei costi e, per il paziente, la riduzione dei rischi legati alla lesività di alcune molecole e una migliore qualità della vita.

La IDT è una tecnica molto utile se gestita da mani esperte.

 

Sergio Maggiori (1928 - 2014)


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