Medicina del Dolore

Il Dolore è una esperienza soggettiva ed ogni persona prova una esperienza diversa.

Il dolore, in generale, può essere acuto o cronico. Si può considerare acuto se è finalizzato ad allertare l’organismo in seguito alla comparsa di stimoli pericolosi, ma diventa inutile se persiste oltre questo livello di utilità.

Per questa ragione, il dolore cronico viene sempre più considerato una malattia a se stante, indipendentemente dalla patologia che ne ha scatenato la comparsa.

Esistono varie forme di dolore. Il dolore nocicettivo, generalmente correlato con l’entità del danno tissutale. Esso può essere suddiviso in nocicettivo somatico, spesso localizzato e descritto come penetrante, urente, lancinante o gravativo, e viscerale, più spesso poco localizzato e può essere identificato come sordo o crampiforme, se provocato dal coinvolgimento di un viscere cavo, o lancinante o penetrante, se dovuto al danno di membrane periviscerali o mesenteri. Il dolore nocicettivo, in genere, è sensibile a tutti i farmaci più comunemente utilizzati e non costituisce quasi mai un problema clinico rilevante.

Esiste anche il dolore neuropatico caratterizzato da danno o disfunzione del tessuto nervoso periferico o centrale, che provoca stimolazioni nervose, croniche che si auto mantengono nel tempo, che possono produrre alterazioni della risposta dei neuroni del sistema somatosensoriale centrale o periferico.

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